Margherita Hack nella copertina della Controagenda Universitaria 2018/19

udufirenze_admin | 22-08-2018 | Novità

Per il mondo intero è una delle migliori astrofisiche italiane, nota al grande pubblico per le sue capacità divulgative in una materia difficile come l’astrofisica. Sempre a caccia della luce delle stelle, la carriera della Hack in realtà iniziò al buio. In una Firenze oscurata dai coprifuochi, tra il ’44 e il ’45, c’erano le condizioni ideali per scrutare il cielo. All’osservatorio di Arcetri preparò la sua tesi in fisica , premiata con un voto non esaltante (101su 110), del resto in linea con i risultati precedenti (“stavo tra il sei e il sette, non me ne fregava nulla di  brillare o di essere la prima della classe”). In terza media era anche stata rimandata in matematica e aveva provato a iscriversi a Lettere, prima di virare verso la scienza. Passati vent’anni dalle notti buie e produttive di Arcetri, diventò la prima donna a cui  sia stato affidato un osservatorio astronomico. Era il 1964 e a Trieste sarebbe rimasta direttrice per 23 anni, oltre che docente di astronomia all’università. Anticonformismo (“un segreto per sopravvivere alla noi a e alla mediocrità”), semplicità, impegno politico (“ora che siamo diventati ricchi si disprezza i migranti, ma ci si dovrebbe ricordare di quando i migranti eravamo noi”), impegno etico (“la spiritualità per una come me che non crede in Dio sta nella capacità di comprendere e amare gli altri”) e passione (“le stelle sono corpi meravigliosi e il cielo è il libro di testo dell’umanità”) fanno entrare Margherita Hack nel panorama delle vite di grandi e piccoli.

Con la voce tremante eppure ferma, ancora battagliera, riuscì a infiammare Piazza della Signoria, piena di studenti, universitari e medi che la acclamavano. Era il 23 ottobre 2008 quando in Piazza Signoria l’astrofisica tenne una lezione di fronte a oltre 2000 studenti, curiosi, insegnanti e turisti radunati all’ombra di Palazzo Vecchio e della Loggia dei Lanzi come forma di protesta per i provvedimenti del Governo sull’Università.

Da alcune settimane, infatti, era seguita l’occupazione di quasi tutte le sedi universitarie fiorentine. Il capoluogo toscano era diventato centro operativo della protesta contro la legge Gelmini e gli studenti fiorentini avevano scelto di fare lezioni a cielo aperto, da Ponte Vecchio a piazza Repubblica, svolte da ricercatori e docenti. “Spero – ha concluso l’astrofisica – che questo movimento degli studenti apra gli occhi a quella parte della popolazione che ancora ammira il Governo, un Governo che ancora distrugge l’Italia, e che l’opposizione cominci ad essere vera e unita”.

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